Il vero cambiamento non è fuggire da qualcosa ma andare verso qualcosa.


In questo articolo, affrontiamo 4 punti importanti:
  • Cambiamento e conseguenze
  • Insicurezza e non accesso alle risorse mentali
  • La sicurezza del perché vuoi cambiare
  • Valutazione kinesiologica davanti alla voglia di cambiare

C’è chi sostiene che il cambiamento avviene quando ci è chiaro dove vogliamo andare ma che quello più vero, avviene solo se spinto da una motivazione positiva.

Per altri invece, il cambiamento è cambiamento anche quando a motivarlo è il fuggire o l’allontanarsi da uno stato non desiderato.

 

Mi è successo di..

Varie volte ho sentito dire queste frasi o alcune simili a quelle sopra.
A volte le ho lette descritte anche con altre parole.
L’effetto è stato quello di aver messo in dubbio, generando un po di insicurezza su quello che volevo fare o il cambiamento che desideravo innescare.

Certo è che la persona motivata “dall’andare verso” una meta, lo fa perché nella sua mente, processa le informazioni avendo riconosciuto lo stato indesiderato in cui si trova e avendo una alternativa vera o fantasiosa a cui arrivare o verso cui dirigersi.
Potremmo dire che ha Consapevolezza.

E’ un po come quando scegli di andare in vacanza.
Sai dove ti trovi e in che stagione sei. Ti fai un “film” mentale di dove vorresti essere in questo momento e con chi.
Il piacere delle immagini mentali che produci, attivano la parte razionale della tua mente per far si che faccia tutte le valutazioni del caso.

Valutazioni e analisi, che hanno a che fare con la possibilità o l’impossibilità di poter andare nel posto che hai visualizzato.

Chi scappa, cosa fa nella sua mente ?

Chi invece parte dalla necessità di “scappare” da una determinata situazione, è una persone che è consapevole dell’enorme sofferenza interiore che sta vivendo.

E’ focalizzato, sulla sofferenza. Ha attenzione sulla sofferenza.

Spesso gli manca un vera e reale alternativa di quello che vorrebbe vivere al posto della sofferenza.
Questo, lo mette nella condizione di non sapere “dove vuole andare”.
La sua conoscenza è focalizzata solo sul dove “non vuole più stare”.

E questo è il vero problema nel medio e lungo periodo.

E nel breve periodo ?

Il cambiamento crea uno stato positivo nel breve termine perché ci allontana dalla sofferenza.
Ma una volta che la sofferenza non c’è più, entra in una fase di “vuoto” che fa sentire la persona, incompleta.
Come se le mancasse ancora qualcosa.
Non sa cosa.
A questo spesso si associa il ripensamento e una valutazione di ciò che si è lasciato, ciò da cui si è fuggiti ma con un’altra grande trappola mentale: la cancellazione o la riduzione della percezione emotiva di quello che stavamo vivendo e da cui siamo scappati.

Questo strategia inconsapevole, porta dei dubbi sulla correttezza delle nostre azioni…che spesso ci fanno tornare sui nostri passi.
Quando non si torna nella stessa situazione originale, la Mente Subconscia ci fa ritrovare di nuovo in una situazione che ha delle caratteristiche simili con quella da cui siamo scappati.

Come avrai capito, la scelta migliore è quella del cambiamento “verso uno stato desiderato”, anche se a volte si rende necessario e utile il cambiamento in “fuga da……”.

La cosa veramente importante è che tutto questo sia CONSAPEVOLE.

La consapevolezza ti offre l’accesso a delle Risorse Mentali

Se ne sei consapevole, puoi accedere a quelle risorse mentali con le quali riesci a valutare tutta la situazione, da un angolo di visione più ampio e quindi hai prospettiva generale migliore che ti permette di fare scelte migliori.

Immagino sia capitato anche a te una volta di dover cambiare qualcosa per migliorare un aspetto della tua vita !?

La paura di sbagliare

Il cambiamento molto spesso va in coppia con la paura di sbagliare.
E quali sono le conseguenze dello sbaglio ?

Fin da quando eravamo bambini, chi più e chi meno, abbiamo fatto questa ’esperienza emotiva:
allo sbaglio corrispondeva una momentanea sofferenza.

A volte la sofferenza era direttamente collegata alle conseguenze del cambiamento ( che spesso ci eravamo dimenticati di valutare).

Altre volte la momentanea sofferenza si chiamava punizione.
Quale punizione ? Quella inflitta da un genitore come conseguenza del nostro sbaglio o dell’errore compiuto.

Uno schiaffo, il silenzio imposto o un divieto, potevano essere il modo con il quale avremmo dovuto capire quello che avevamo fatto e che secondo la logica di un adulto, era sbagliato.
E se era sbagliato non doveva essere ripetuto in seguito.

Quindi, il cambiamento, anche da adulti genera sempre una sorta di insicurezza.

  • Insicurezza per le conseguenze;
  • Insicurezza sulle proprie capacità di gestire il cambiamento;
  • Insicurezza che sia veramente la scelta giusta e non un errore.

Per questo, nonostante a volte cambiare una situazione sia utile e necessario, genera in molte persone, resistenze che fanno rimandare o aver bisogno di aiuto/sostegno per affrontarlo.

Anche quando il cambiamento porta comunque un beneficio per la persona che lo effettua o che lo vive.

E se sei una persona dubbiosa di tuo ?

Certo è che ci sono anche persone dubbiose a cui vengono mille pensieri.

Se qualcuno in cui credi ti dice che hai appena fatto un cambiamento ma che quello vero, è quello che parte da una motivazione positiva di cambiamento…allora è possibile che i tuoi dubbi ti facciano perdere quello stato di eccitazione e contentezza per quello che hai appena ideato.

Ma allora qual’è la scelta giusta ?

Il giusto o sbagliato sono sempre soggettivi.
Non c’è un modo giusto o sbagliato  quando sono le persone esterne a te a valutare.

Loro non vivono “nelle tue scarpe”.
Non vivono le tue emozioni e come ti rappresenti tu la questione interiormente.

Quindi, qualunque scelta o cambiamento tu faccia, per qualcuno di esterno può essere sbagliato, ma per te essere giusto.
Solo tu puoi sapere che cosa è utile o che cosa è bene per te.

Le altre persone hanno le loro motivazioni interiori e i loro Bisogni Basali insoddisfatti, i loro Valori con le loro regole, che sono diverse dalle tue.

Anche una tua amica o un’altra persona a te molto vicina con cui ti trovi in sintonia, non potrà mai vivere esattamente quello che vivi dentro di te in una certa situazione.

Per questo, qualunque “giudizio” eterno, deve essere considerato come il modo in cui si comporterebbe l’altra persona al posto nostro con la sua vita. Niente di più e niente di meno.
Non di certo quello che dobbiamo fare noi.

L’unica cosa è ascoltarsi nel cuore.

Ascoltarsi dentro.
Prendersi del tempo, qualche minuto al giorno, entrare in uno stato di serenità e tranquillità attraverso l’uso della respirazione consapevole e ascoltare dentro il proprio “petto” qual’è la scelta da fare.

Oppure, farsi le domande e attendere che la risposta che sentiamo dentro sia quella che arriva dal nostro cuore.

Come ?

Facendoci domande.

  • “Questo cambiamento che voglio fare, mi è utile ?”
  • “Questo cambiamento che voglio fare, è risolutivo ?”
  • “Questo cambiamento che voglio fare, è evolutivo per la mia Anima ?”

Cambiamenti e evoluzione dell’Anima

Dobbiamo anche prendere in considerazione una cosa che non abbiamo ancora preso in considerazione fino adesso e che non tutte le persone conoscono: distinguere l’appagamento immediato, da quello che è il percorso dell’Anima e la sua evoluzione.

Detto in modo molto veloce, la nostra Anima si incarna in un corpo fisico per fare delle esperienze e completare un certo programma.
Se non ci riusciamo, quelle cose irrisolte,  ce le portiamo dietro per una “vita successiva”.
Quindi compito della nostra “Vita” è quello di far evolvere la nostra Consapevolezza.

Per questo motivo, in termini di Evoluzione dell’Anima, non sempre il cambiamento è utile in un certo momento.

Se la situazione che stiamo vivendo ci porta sofferenza ma quella sofferenza, ci permette da un punto di vista più elevato di rispettare il nostro processo evolutivo, allora il cambiamento potrebbe non essere indicato e utile.

Ci sono scelte-cambiamenti in cui il processo Evolutivo dell’Anima è coinvolto e altri cambiamenti, che non coinvolgono il processo evolutivo dell’Anima.
In questi ultimi, abbiamo carta bianca, libero arbitrio.

Possiamo fare un po come ci pare; basta solo non andare contro il programma evolutivo per non fare come il passo del gambero.

Come fare per saperlo ?

Il modo in cui mi approccio davanti ad un cambiamento importante o una scelta che influenza in modo importante la mia vita è quello di valutare la coerenza tra Mente Conscia e Mente Subconscia in relazione al cambiamento che voglio fare.
Questo lo metto in atto con un AutoTest Kinesiologico se lavoro su me stesso.
Oppure sempre il Test Muscolare Kinesiologico di Precisione se sto aiutando un’ altra persona a prendere consapevolezza dei segnali del suo corpo.

PROCEDURA KINESIOLOGIA EMOZIONALE SPIRITUALE

I modi protrebbero essere diversi a seconda degli approcci Kinesiologici studiati, anche se non c’è nessun corso che ti parla così in dettaglio del cambiamento.

Io ti propongo la mia visione.

Il piccolo protocollo sotto è scritto come se dovessi usare la procedura su di te con l’AutoTest Kinesiologico.

Inzia…..

….dando un nome alla situazione che ti sta facendo soffrire.
Può essere un nome di fantasia o un nome che corrisponde in modo logico alla situazione.
Se per esempio stai pensando di risolvere un problema lavorativo con un cambiamento importante, puoi chimarlo “Lavoro” così come “Comportamento sul lavoro” o “Incudine” se questa, ti rapprensenta il modo in cui a livello emozionale ti senti incastrato/a in quella situazione.
Se hai problemi con il tuo partner perché ti ha tradito, puoi chiamarlo con il nome del tuo parner, con la parola “Tradimento” o “Separazione”. Non fa differenza.

Quando hai trovato il nome…

…effettua dei Test per verificare:

A. Lo stress prodotto dalla situazione sulla persone
B. Il livello di impedimento sull’Essere Felice e Sereno
C. La necessità di fare un cambiamento
D. L’utilità del cambiamento per il percorso evolutivo dell’Anima

Inoltre…

…. possiamo anche verificare se fare quel cambiamento è un fuggire o un avvicinarci a chi siamo veramente.

 

Come valutare se la scelta è evolutiva ?

Fai le 2 affermazioni di seguito a voce alta e dopo ognuna delle due, esegui l’AutoTest Kinesiologico per verificare su quale delle 2 c’è la sinergia Mente Conscia-Mente Subconscia.

  1. “Fare questo cambiamento/scelta mi avvicina a chi sono veramente nel progetto Evolutivo della mia Anima”
  2. “Fare questo cambiamento/scelta mi allontana da chi sono veramente nel progetto Evolutivo della mia Anima”

 

Buon cambiamento e buone scelte

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