Oggi un bella sessione completa fatta da Mariella ( se è la prima volta che leggi questo blog ti consiglio di leggere anche le precedenti esperienze che ha fatto), che ha portato il suo aiuto ad una persona che lamentava sintomi fisici (bruciore ai piedi) per poi trovare che le priorità di trattamento erano sull’aspetto emozionale del triangolo della salute ( se non sai cos’è puoi scoprirlo qui).
Ecco che in modo molto fluido Mariella inizia una vera e propria sessione di Kinesiologia emozionale lasciando al cliente un compito per casa che ha a che fare con l’approccio metaforico.


“Oggi ho trattato quella persona che aveva quel bruciore ai piedi, mi ha poi detto che l’aveva ai lati esterni e andava verso il tallone.
Specie quando stava fermo.
Pretest e parto.
Emotivo.
L’organo coinvolto l’intestino crasso e i reni, prioritario intestino.
Gli chiedo come va con l’intestino e mi dice che ultimamente è un pò stitico.
Mi viene fuori che devo trattarlo con ricettori stress e nel frattempo mi viene l’intuizione del senso di colpa.
Mi dice che soffre anche di mal di testa. Mi risuona insieme all’intestino.
Gli tratto i ricettori dello stress e poi gli faccio anche gli ase (PUNTI DI ALLEVIAMENTO STRESS EMOTIVO, ndr) , come se volessi centrarlo e calmarlo.
Dopo parliamo e gli chiedo cosa tiene fermo e che non riesce a far uscire, mi risponde che sente eccessivamente l’ansia della moglie, ogni volta che la vede preoccupata per il figlio ( ha qualche problema), a lui viene l’ansia, poi gli chiedo perchè si sente in colpa e da lì parla parecchio dei problemi con la moglie e di errori che ha fatto, patti etc.
Si sfoga e si sente meglio.
Gli spiego che sta trattenendo le emozioni e che ha delle paure ( era infatti venuto fuori anche il rene, ma secondario), gli dico di lasciarsi andare e gli faccio fare un elenco delle sue qualità, sorride e pian piano le tira fuori, sorride sempre di più.
Lo ritesto ed è tornato tonico.
Mi chiede cosa deve fare allora.
Gli testo i fiori di bach e viene fuori mustard, poi uso le healing balls come integrazione e visualizzo un esercizio che deve fare.
In pratica gli ho detto di mettere i piedi nell’acqua e sale ogni sera chiudendo gli occhi e pensando di scaricare tutto ciò che vuole eliminare in quell’acqua. Ho trovato necessario dirgli che è una cosa che deve fare interamente lui, la moglie non deve preparargli nulla e nemmeno buttare poi l’acqua nel gabinetto, perchè quella è sua responsabilità, ogni azione. Ha capito la metafora e sorride e mi assicura che sarà un piacere farlo. E’ andato via contento. Ci risentiamo fra una settimana.”

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