Se sei Operatore olistico, un Naturopata o un Professionista Sanitario che si occupa di benessere della persona abbracciando la visione olistica, questo articolo è per te.

Parla di come il cliente-persona può andare incontro ad autosabotaggio emozionale e non ottenere risultati dai tuo operato.


Ti consiglio di leggerlo anche se non sei ancora un operatore, ma sei una di quelle persone che per motivi personali ha già fatto un corso di formazione con il quale cerca di aiutare le persone vicine e a cui vuole bene, a stare meglio.

Ti voglio raccontare il perché nel migliore dei casi, non puoi fare a meno della Kinesiologia Emozionale RD nella tua pratica con le persone, se vuoi avere maggiori risultati stabili, profondi e duraturi.

Se non la conosci, è naturale pensare di poterne fare a meno, ma è importante che tu sappia che facendone a meno, continui ad avere quei risultati parziali che ti capitano anche con una certa frequenza.

Quelli che ti fanno pensare tra te e te:
“Si sono contento per come è andata…ma poi non è cambiato granché !!!  
Dove avrò sbagliato ?! No No dai….. è la persona che è troppo bloccata !”

 

Lo so che spesso non è facile ammetterlo, però carta canta.
Se hai un archivio dove tieni registrate le tue “sessioni-consulenze” potrai con facilità verificare come anche a te siano capitati quei casi dove le persone “ti hanno abbandonato” perché non ottenevano risultato.

Se invece ne sei consapevole, allora non mi dire che non ti è successo di vivere quella frustrazione per  non essere riuscita/o ad aiutare la persona che si è rivolta a te in modo profondo e definitivo.

 

Dopo aver fatto il corso di Naturopata, anche a me è successo

E’ una cosa che conosco molto bene perché dopo aver dopo aver fatto il corso di naturopatia, avevo acquisto tante tecniche ma avevo anche molta confusione su quale utilizzare al momento opportuno su un problema specifico.

E così arrivi  ad avere quelle situazioni in cui aiuti da un po’ di tempo la persona, ma nulla sembra darti una risposta concreta per farle percepire il valore di quello che tu fai per lei.

Di fatto, magari sta andando avanti nei trattamenti ma non è che è granché soddisfatta.

Non tutti manifestano apertamente il loro disagio.

Alcuni lo fanno immediatamente come fossero dei kamikaze non avendo nessun filtro  in quello che dicono e nel modo come lo dicono, altri incede lo fanno venire fuori in dosi omeopatiche.
Una piccolissima goccia alla volta.
Alcuni non lo comunicano proprio ma te ne accorgi dal risultato: “cancellano” con una scusa gli appuntamenti che hanno con te, ti dicono che appena “liberi” ti richiameranno per riprenderli e poi non si fanno più vedere, ne sentire.

Lo so che questo genera nella tua mente, pensieri di cosa è giusto e cosa non lo sia, cosa è corretto e cosa no.
Conosco tutto questo molto bene, perché dal 2000, sono un Naturopata anche io.
Conosco quei pensieri, così come conosco quelli che potresti avere leggendo questo articolo e nei quali potresti interpretare quello che scrivo, con atteggiamento contrario o di sfida.

-“Chi sei tu per dirmi questo ?!”
-“Non mi conosci, come fai a sapere che a me succede !?”
-“Ecco lo sfigato che si autoproclama come il salvatore della Terra”

Sono consapevole che leggendo potresti avere questi pensieri e sono anche pronto ad incassare il colpo…ma per me è come una carezza perché, indipendentemente da chi non la pensa come me o non è d’accordo, il mio fine è quello di aiutare te a realizzarti trovando un modo a volte migliore, a volte più completo, a volte più profondo, di svolgere la tua professione o il tuo ruolo di aiuto olistico alla persona.

Se ci rientri vai pure avanti nella lettura.
Se non ci rientri o non ti interessa, fermati pure qui.

Comunque, se vuoi fare un passo avanti e rinnovarti trovando nuovi “strumenti” per migliorare il tuo lavoro o la possibilità di applicarli per andare più in profondità e arrivare alla radice dei problemi di amici e conoscenti, è fondamentale che fino alla fine dell’articolo abbandoni quello che già sai ed entri totalmente in questo scritto con me.

Occorre lasciarsi andare e fare un piccolo sforzo per capire fino in fondo quello che ti porterà un reale vantaggio rispetto a quello che stai facendo adesso.

 

La suddivisione a grandi linee degli Operatori Olistici

Tutti gli operatori olistici o del benessere o qualunque professione facciano e che rivesta un ruolo di aiuto diretto alla persona, in genere rientrano in una categoria/livello preciso e che indica la strada che utilizzano per portare aiuto sulla persona.

 

C’è chi si prende cura del livello strutturale e osteomuscolare:

  • fisioterapisti,
  • massaggiatori
  • osteopati
  • esperti in Kinesiologia Applicata
  • chiropratici

C’è chi si prende cura dell’aspetto chimico e biochimico:

  • fitoterapeuti
  • aromaterapeuti
  • omeopati
  • naturopatia che usano integratori alimentari e consigli alimentari
  • esperti in kinesiologia organica
  • nutrizionisti
  • dietologi

Poi ci sono quelli che si occupano del livello emozionale-mentale:

  • psicologici
  • esperti in kinesiologia emozionale
  • esperti in EFT
  • Floriterapeuti
  • Theta Healers
  • Coach
  • ….

Infine, quelli che si prendono cura dell’aspetto spirituale ed energetico:

  • Agopuntori
  • Quanti-Ka
  • Cristalloterapeuti
  • esperti in kinesiologia energetica
  • Shiatsuka
  • Reikisti
  • ….

 

Ti chiedo perdono se non ho citato tutte le categorie o tecniche che conosci ma vuole essere solo un esempio per la comprensione del concetto e non una lista di “tutte le tecniche del mondo”.
Ho inserito solo le prime che mi venivano in mente per capire meglio di cosa stavamo parlando quando ho citato i livelli della persona.

La conoscenza e l’esperienza fanno integrare e sconfinare su altri livelli

Dopo un po di tempo che si acquisisce esperienza e sotto la continua vocazione a saperne sempre di più (che alcuni operatori hanno), qualcuno sviluppa l’attitudine di sconfinare e integrare, in altri livelli.

C’è chi lo fa per entusiasmo e chi perché vuole verificare se effettivamente c’è una correlazione con quello che hanno letto in un libro o ascoltato in un corso.
Un po come dire: “Vediamo se funziona o è tutto nella testa di chi che me lo ha detto”.

Adottano questo tipo di atteggiamento, questa sorta di prova, non hanno una vera e propria competenza.
Iniziano a conoscere tante cose ma sono “specializzati in niente”.

 

La specializzazione “in niente”

Con questo intendo dire che se il percorso di studi di un naturopata per esempio, ti ha portato a studiare tante materie come l’iridologia, la reflessologia, l’alimentazione naturale, l’omeopatia, gli oli essenziali, la  psicosomatica, la comunicazione non verbale, la costituzionalità mentale secondo la medicina cinese e tante altre materie che sono molto vaste da approfondire singolarmente, se si vuole essere e diventare degli specialisti, il risultato è che non c’è una vero approfondimento sulle dinamiche emozionali sottostanti al processo di autoguarigione, che innesca lo stato di squilibrio patologico.

 

Si conosce il concetto perché su esso si basa tutto il modello di intervento, ma non c’è una vera e profonda conoscenza di quel meccanismo che tutti giorni ci rende vulnerabili allo stress e che è prodotto e gestito dalla nostra mente.

 

Se non prendi in considerazione l’idea di specializzarti rimani “uno come tanti”

Per questo motivo, se non prendi seriamente in considerazione l’idea di approfondire e specializzarti, non potrai avere con costanza trattamenti che risultano efficaci, che sono definitivi, che hanno un effetto sorpresa sulla persona, che ti fanno fare la differenza come professionista che è cresciuto ed è andato un passo avanti rispetto a tanti altri.

 

D’altronde, basta pensare che quando hai un problema più serio, la visita medica la vai a fare dallo specialista e non dal medico di base che è un generalista.
Lui, conosce di tutto un po per fare una sorta di filtro, ma alla fine quando hai un problema specifico o serio, quelli che fanno la differenza  e che ti possono aiutare, sono i medici specializzati in qualcosa di specifico.

Più sono specializzati e più hanno capacità di risolvere problemi complessi di quel settore dove sono specializzati, anche se poi perdono spesso la visione d’insieme della persona.

 

Specializzarsi nel modo in cui la mente incide nel processo di Equilibrio e Benessere

Tornando al campo che ci riguarda, l’Operatore Olistico che vuole trovare e capire la connessione tra la mente e il modo in cui questa incide sul processo di riequilibrio e di ritorno stato di benessere, deve necessariamente specializzarsi in questa direzione.

Non fa nessuna differenza se in questo momento ti stai occupando prevalentemente dei problemi a livello strutturale, organico o spirituale.

Se vuoi capire come e perché il corpo utilizza la sofferenza e la malattia, allora devi entrare in certi meccanismi e metodi per avere degli strumenti di verifica che coinvolgano anche la persona-cliente.

Immagino che come la maggior parte degli operatori olistici,  tu abbia sentito almeno dire, che Edward Bach, il creatore dei Fiori di Bach, definiva la malattia o il sintomo, come l’ultimo tentativo del corpo di segnalare che c’è una frattura tra l’anima della persona e il suo comportamento / personalità.

 

Per dirla in breve, il modo di comportarsi della persona, di pensare, di agire nella sua vita quotidiana, è scollegato dalle esigenze più intime e profonde dell’anima della persona.

 

In pratica non c’è più collegamento tra lo scopo per il quale si è incarnata in un corpo fisico (fare un certo tipo di percorso di evoluzione, nella sua vita terrena) e il suo modo di agire durante la sua vita quotidiana..

Se questa cosa ti è ostica perché non ci credi, non sei costretto a crederci.
Vai comunque avanti a leggere perché troverai delle risposte che ti aiuteranno anche se non ti interessa o non credi alla parte sulla incarnazione nel corpo fisico.

Facciamo una cosa: andiamo subito al punto centrale senza troppi giri di parole.

 

Quando una persona non ha risultato ai trattamenti che gli hai proposto, ai rimedi che sta assumendo a casa, alle manovre o manipolazioni che gli hai fatto, dove pensi che sia la causa?

 

Immagino che tu abbia pensato, esattamente come succedeva a me 15 anni fa, che il problema sta in quello che gli hai fatto o suggerito.
Oppure su quello che ha pensato circa il suo problema di base o nel tuo modo di considerare il problema.
Ad un medico diremmo: “Hai sbagliato a fare la diagnosi!”.

In pratica, può essere un tuo errore nel 60% dei casi o una resistenza della persona, nell’altro 40% dei casi.

Se sei in questo 40% diciamo che ti sei avvicinato a quello che è il meccanismo più importante nei processi di autoguarigione che qualsiasi operatore del benessere, ma anche qualunque professionista sanitario, cerca di stimolare attraverso il suo operato.

Ricordati che nessuno guarisce nessuno.

E’ sempre la persona che guarisce se stessa attraverso delle sollecitazioni e degli stimoli che arrivano dall’esterno.
A volte questi stimoli sono di natura strumentale, mentre altre volte sono parole.
Alcune volte è un processo che si innesca come conseguenza del sentirsi capiti e ascoltati.
Tante altre volte è l’effetto della chimica o degli integratori alimentari o farmaci.

 

E’ facile, intuitivo e allo stesso tempo logico, comprendere che è la persona che reagisce agli stimoli riportando armonia ed equilibrio nel suo corpo, nella sua mente e nella sua anima.

 

Se riesci a vedere questo, non puoi non essere d’accordo con me nel considerare che questa equazione, non può essere disgiunta da un ingrediente fondamentale: la consapevolezza della persona (e anche quella dell’operatore che la aiuta).

Non possiamo staccare l’attività mentale della persona da quello che è il processo di recupero del miglior stato possibile di armonia e benessere

Se la consapevolezza non può non essere presa in considerazione, allora non può essere neanche non essere presa in considerazione la parte che ospita e che permette l’espressione della nostra consapevolezza: il cervello e tutto ciò che lo alimenta nel suo modo di lavorare e di processare le informazioni quotidiane.

 

Te lo dico ancora una volta con altre parole: non possiamo staccare l’attività mentale della persona da quello che è il processo di recupero del miglior stato possibile di armonia e benessere.

 

Chi sono io per dirtelo ?

Sono una persona che ha aiutato e formato migliaia di persone  in questi 28 anni, come Infermiere e come Naturopata specializzato in Kinesiologia Emozionale ed Applicata.
Ho seguito una formazione spirituale ma anche tanti percorsi su vari aspetti della salute e della medicina olistica.
Ho letto migliaia di libri che mi hanno dato una grande conoscenza a 360° sui meccanismi che impediscono il recupero dell’equilibrio energetico-emozionale.
Ma soprattutto, sono una persona concreta perché ritengo che l’unica verità per la persona sia quella dei risultati che ottiene.

La consapevolezza nella vita è fondamentale ed è carburante per la nostra evoluzione interiore.

Ma se poi tutto questo, non porta a un cambiamento nel piano materiale, allora è un mero concetto teorico che è dissociato dalla realtà in cui viviamo.

Finirò per essere ripetitivo ma voglio che ti entri in testa molto bene questo concetto che vedo spesso trascurato: l’unica verità per la persona è quella mostrata dai risultati che ottiene o che non ottiene.
Tutto il resto sono belle teorie o sogni a cui fa piacere correre dietro.
Donano speranza.

Donano una possibilità diversa da quella che in quel momento abbiamo.
Ma spesso, diventano anche l’alibi per non uscire da uno stato che la nostra Anima ci chiede “disperatamente” di portare in equilibrio.

Puoi mostrare ai tuoi clienti tanti “concetti” belli e interessanti, ma se poi io sono un tuo cliente e mi prendo del tempo per venire in studio ad un appuntamento con te, ti pago la consulenza e non ottengo i risultati che mi aspetto…ecco, io sono affascinato dalle parole ma di fatto continuo ad avere il problema per il quale mi sono rivolto a te.

 

Effetto finale in sequenza:
sfiducia, delusione, problema ancora presente, ricerca di altro operatore che sia in grado di farmi avere risultato.

 

Torniamo per un attimo a dove ci eravamo lasciati sulla consapevolezza:

“non possiamo staccare l’attività mentale della persona da quello che è il processo di recupero del miglior stato possibile di armonia e benessere.”

 

Quando parliamo di attività mentale, intendiamo sia l’attività cosciente, sia l’attività di cui la persona non ha consapevolezza e che è gestita da quella parte di mente che comunemente chiamiamo Mente Subconscia.

 

In essa sono contenuti i programmi e la storia di tutta la nostra vita sotto forma di ricordi.
Possono essere sotto forma di immagini, oppure di ciò che abbiamo ascoltato o legati alle percezioni fisiche degli altri sensi oltre quelli già citati.

Oltre ad aver immagazzinato tutti questi fotogrammi (come se fossero immagini presenti nei vecchi rullini fotografici di qualche anno fa) momento dopo momento, la mente ha anche catalogato e associato, come nel più ordinato degli archivi, ognuna di queste esperienze con un’immagine, un suono, una percezione e una sensazione di benessere oppure di malessere.

In pratica, per renderla semplice, ognuno di questi ricordi è catalogato o come qualcosa che ci è piaciuto, oppure come qualcosa che non c’è piaciuto e da cui vorremmo fuggire o stare lontani.

Fuggire significa non ripetere di nuovo quella esperienza. 

 

Questo comporta che nella nostra mente ci sono programmi che comunemente vengono chiamate credenze (positive o negative, potenzianti o frenanti), e che interagiscono con quella che è la nostra attività mentale cosciente. 

Quando è che la Mente non Cosciente entra in conflitto con la parte cosciente ?

Quando l’attività mentale cosciente è diversa o va in conflitto con quello che è la credenza o il programma subconscio, questa parte profonda della mente, va in protezione.
Andando in protezione attiva tutta la sua energia ed entra in conflitto con la parte cosciente.

Da quel momento cambiano i pensieri, cambiano le motivazioni, cambia quello che prima ci pareva ovvio e scontato su una situazione e che dicevamo di voler fare o ottenere.

In pratica scatta quello che è chiamato autosabotaggio.

 

Nello specifico, l’autosabotaggio è quella condizione in cui la mente cosciente e la mente non cosciente sono in lotta tra loro, per non definirla una vera e propria guerra.
Una guerra che darà un solo risultato: la vittoria senza nessuna possibilità della Mente Non Cosciente e quindi dei tuoi programmi profondi.

 

Perché è importante questo per un operatore olistico o un professionista sanitario olistico ?

Perché quando la persona dice:

  • voglio stare meglio
  • voglio risolvere qualcosa
  • voglio cambiare vita
  • voglio iniziare a pensare a se stessa
  • voglio amare di più me stessa
  • voglio iniziare a volermi bene

spesso lo pensa ma non avrà il supporto e la collaborazione della mente non cosciente.

Con quale effetto?

 

Con l’unico effetto possibile che è quello della resa e del non riuscire a ottenere quello che i suoi pensieri o la sua volontà stanno cercando o desiderando.

 

Non si tratta di essere bravi o capaci, ma è un vero e proprio problema interno della parte emozionale della mente, del software che gestisce il nostro bio computer cervello.

Devi tener presente che quel software si è creato nel corso del tempo, giorno dopo giorno, con tutte le esperienze che abbiamo vissuto, tutti i fatti a cui abbiamo dato attenzione e che abbiamo classificato come veri.

Non cambia spontaneamente a meno che non facciamo nuove esperienze che ci possono dimostrare l’esatto contrario di quello che abbiamo dentro.
In quel caso con una nuova consapevolezza, cambia quella catalogazione che abbiamo assegnato all’esperienza originaria quando eravamo bambini.

 

Ogni medaglia ha due facce.

Se una delle 2 è quella del problema che si è creato, l’altra è quella della soluzione.

Quindi in questo momento ti sto dicendo che è possibile cambiare quei programmi attraverso un lavoro mirato con cui è possibile fornire nuove chances alla persona che si rivolge a te per un aiuto, sia che sia un cliente o un familiare.

 

Come fare ?

Prima cosa, individuando il programma che c’è a livello di mente non cosciente.

È fondamentale individuare se quello che è il suo desiderio o la sua convinzione o un suo obiettivo, è sostenuto, appoggiato, catalizzato dal programma che c’è nella mente non cosciente.

Ti faccio un esempio più concreto.

Quando una persona ha un dolore alla schiena, vuole risolvere quel dolore alla schiena.

Per non sentire più il dolore, mette in atto alcuni comportamenti:

  • la ricerca di una diagnosi e successivamente
  • la ricerca di una soluzione che si basa sulla diagnosi fatta

 

Affinché questo avvenga, si rivolge a un professionista sanitario da cui vuole ricevere consigli o trattamenti manuali,per esempio..

A questo punto, se avrà seguito tutto l’iter, la diagnosi era giusta, la soluzione terapeutica propostale idem e non si sarà autosabotata, otterrà un risultato: la scomparsa totale o parziale o definitiva del dolore.

 

Questo risultato è direttamente proporzionale a quanto i programmi della mente subconscia tengano in considerazione la realizzazione di questo obiettivo o risultato.

 

Se per esempio la persona vive una situazione familiare in cui non riceve dal marito le attenzioni che vorrebbe ricevere, potrebbe essere che segue tutto quello che il professionista gli consiglia di fare,
sottoponendosi ai trattamenti suggeriti, ma senza riuscire mai veramente a stare meglio perché nella Mente Non Cosciente si è innescata una strategia per ottenere Attenzione e Cura dal marito.

 

Attraverso il dolore, riesce ad avere quelle attenzioni, quelle premure che altrimenti non avrebbe.

 

Adesso, rispondi a questa domande:

Nella tua attività come Operatore Olistico, Naturopata, etc…ome fai a saperlo in anticipo, prima di fare dei trattamenti o di suggerire qualcosa a un cliente, evitando che le tue proposte, vadano a vuoto?

Come fai a verificarlo se non conosci i Test di Kinesiologia Emozionale RD e quello che ti permetteno di sapere al primo incontro con la persona, sulla sua disponibilità a lavorare e risolvere al 100% il problema per il quale ti ha chiesto aiuto ?

Tra l’altro, come fai a diventare più specifico, più efficace e fare la differenza rispetto  ai tuoi colleghi che adottano più o meno le stesse soluzioni che adotti anche tu ?

 

Questa valutazione circa l’impossibilità che si inneschi il conflitto tra Mente Cosciente e Non Coscente, nella migliore delle ipotesi dovrebbe essere valutata davanti ad ogni cambiamento. 

 

Quando il cliente si pone un obiettivo come il dimagrire, ma anche quando vuole raggiungere certi risultati nell’attività sportiva.
Quando vuole trovare una soluzione ad un problema relazionale, affettivo o economico e di qualsiasi altro aspetto della sua vita quotidiana.

Penso che tu capisca bene qual è l’importanza di uno strumento, di un metodo che ti da la possibilità di verificare se la persona che stai per “trattare” o a cui stai per suggerire delle soluzioni, abbia le risorse interiori che favoriscono il risultato che sia tu che il cliente avete in mente.

In pratica è come avere una “macchina della verità subconscia” che ti permette di verificare in ogni momento se quello che la persona dice, afferma, racconto rispetto ai suoi desideri, sogni, obiettivi, sono sostenuti nella loro realizzazione dalla parte più grande e profonda di se, oppure no.

In pratica, puoi prevedere se lo realizzerà oppure no, con le risorse mentali-emozionali che ha in questo momento o se è necessario cambiare qualcosa.

Te lo rendo più specifico.

Il cliente-utente afferma a voce alta:

 

– “Io voglio essere felice e lasciar andare il passato”

 

Se il TMKP risulta Forte, vuol dire che la Mente Subconscia collabora a questo.
In profondità e in superficie, c’è lo stesso programma e si crea coerenza di pensiero, emozione, parola, azione, risultato.

Se invece dopo l’affermazione sopra, il TMKP mostra Debolezza, allora in profondità la persona “ha un altro obiettivo” che spesso è contrario a quello che dice affermando e che la porterà a ottenere un “non risultato” per come lei lo cerca.
In pratica un risultato diverso.

 

Quanto è importante conoscere questo se sei un professionista che tiene veramente ai suoi clienti e ai loro risultati ?

Questo vale anche per esempio nel campo dell’estetica quando si fanno sedute e trattamenti di rimodellamento o di dimagrimento.

Vale in naturopatia.

In osteopatia.
Quando fai un massaggio.

Quando fai una seduta di cristalloterapia o di campane sonore.
Quando stabilisci di migliorare la tua vita o il tuo lavoro attraverso il coaching.

 

Se fino adesso sei riuscita/o a farne a meno puoi sopravvivere comunque.
Non è questione di vita o di morte.
Certo che è questione di risultati che ottieni o che non ottieni (tu e i tuoi clienti).

 

Puoi tranquillamente non prendere in considerazione questo a meno che non ti interessi migliorare, raggiungere  e far raggiungere più risultati alle persone,

Ma se sei in un momento di riflessione personale e sei stanca/o di certi risultati, del fatto che le persone stanno bene per un po’ e poi lo stesso problema gli torna fuori e vuoi cercare qualcosa di più che ti avvicina alla motivazione per la quale hai scelto un lavoro di “aiuto alla persona”, allora è il momento di prendere in considerazione la Kinesiologia Emozionale RD come strumento da inserire nella tua pratica e tra le tue conoscenze.

Se non vuoi perderti il prossimo corso e con esso la possibilità di cambiare in positivo il tuo modo di lavorare o aiutare gli altri,  clicca sull’immagine qui sotto e segui le istruzioni nella pagina che ti si apre.
Una volta che verrà programmata una nuova edizione del corso di Kinesiologia Emozionale RD verrai avvisata tramite mail.

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