Come da qualche tempo a questa parte, negli articoli del Blog inserisco volentieri le testimonianze dei partecipanti al corso di Kinesiologia Olistica Integrata perchè il loro riuscire ad aiutare altre persone mi entusiasma molto , mi rende orgoglioso di loro così come del tempo che ho dedicato ad insegnargli quello che conosco e che quotidianamente mi ha aiutato nella pratica professionale.

Qualche tempo fa quando ho sentito l’esigenza di condividere  quello che fa parte di tutto ciò che ho appreso in questi anni; così facendo avrei dato la possibilità ad altre persone di aiutare il prossimo e inoltre, avendo noi umani un tempo limitato,  non possiamo aiutare più di un certo numero di persone al giorno attraverso la Kinesiologia o il Coaching.
Se mettiamo a disposizione la nostra professionalità per 8 ore al giorno dedicando 1 ora a persona questo vuol dire che riesciremmo ad aiutare giornalmente 8 persone.
Se ci sono altre 8 persone che ho formato e che fanno la stessa cosa, riusciamo ad aiutare 80 persone giornalmente.
Se ce ne sono 30, ti lascio fare i calcoli………..
E se pensiamo  che tra quelle 8 persone molti di loro non lo fanno in modo continuativo (fino ad ora) perchè il loro lavoro è un altro, anche se aiutano una persona al giorno che sia un amico, un parente, un conoscente o un collega di lavoro, insieme in una giornata abbiamo aiutato 18 persone che sono sempre più delle 8 trattate da me.

Ma lasciando da parte i calcoli e tornando a quello che il motivo del presente articolo, Massimo è di Roma e oggi ha condiviso una sua esperienza fatta con un’amica bloccata da un intenso dolore alla schiene:

“Sabato 2 Giugno ho ricevuto la chiamata di un’amica belga che vive a Roma, perché era bloccata con la schiena a causa dei lombi. Sono corso subito giù e mi sono accorto che la situazione era veramente … bloccata 😀

Premesso che la ragazza in Belgio fa abitualmente sedute da una kinesiologa che lavora principalmente a livello emozionale, non mi sono scoraggiato più di tanto del confronto e mi sono preparato e centrato per lavorare.
Montato il lettino con qualche difficoltà a causa del minuscolo spazio, ho iniziato.
Avevo già deciso di intraprendere la strada del test dei 14 muscoli, forse un po lunga ma mi da un idea generale di tutta la sua situazione.
Tutti i muscoli che mi davano debolezza riportavano a trattamenti neurolinfatici intorno alla spina dorsale o punti neurovascolari al centro del cranio.
Mano mano che andavo a riequilibrare i vari meridiani il dolore, oltre che sui Lombi, si spostava anche sull’addome (muscolo antagonista). La cosa non mi ha stupito.
Dopo di che ho voluto indagare anche a livello emozionale dopo aver fatto il test dei Mudra. Gli ho chiesto di rilassarsi, aiutata dalla respirazione, e di dirmi la prima cosa che gli veniva in mente mentre ascoltava il dolore. La parola che lei ha pronunciato è stata “Mamma”. Non sto qui a spiegare tutto quello che è uscito fuori dal rapporto tra lei e la madre, però finito di avere una panoramica precisa del problema gli ho chiesto di pensare a lei ad allora e cosa la poteva far stare bene e che poteva risolvere la situazione, quale colore poteva rappresentare questa cosa, oggetto, ect…. Solita procedura che avevo già utilizzato nel corso di ipnosi conversazionale.
Durante tutta la seduta sono uscite anche altre cose.
Un problema non risolto con una cicatrice verticale al braccio dovuta dall’inserimento di un chiodo chirurgico per una frattura.
Sul problema ai Lombi ha influito in parte, aggravando la situazione, il fatto che lei va a correre con le scarpe piatte. Questo l’ho scoperto facendo una ricerca delle cause con l’O-Ring.
Alla fine gli ho fatto anche un trattamento Reiki sulla parte dei Lombi.
Finito tutto, lei si sentiva già meglio e più sciolta.
Conclusione. il giorno dopo mi ha chiamato ringraziandomi, perché ora stava bene.
Che fatica, ma come sono contento :D”

Bravo Massimo.

 

!-- Facebook Pixel Code -->