Ieri per caso, stavo mettendo ordine nella libreria e prendo in mano un raccoglitore ad anelli, di colore verde acido.

Mentre lo stavo estraendo dalla sua posizione stretta tra 2 libri, non mi ricordavo cosa contenesse e cosa poteva esserci dentro.

Con curiosità lo apro e trovo delle autosessioni di Kine4Coaching, fatte nel 2011.

Rimango molto sorpreso quando scopro all’interno, dei fogli scritti come report di un “lavoro fatto su di me” con l’applicazione dell’autotest kinesiologico.

Riguardava la congruenza a raggiungere certi obiettivi di vita:

  • uno riguardava il propormi invece di aspettare che fossero gli altri a propormi delle cose e coinvolgermi nei loro progetti
  • un altro era un obiettivo di tipo finanziario attraverso un certo tipo di attività
  • il terzo era superare il non essere disposto a rischiare in alcuni ambiti professionali

Con mio stupore, mentre guardavo questi fogli, mi sono reso conto di averli realizzati e quasi senza accorgermene.

Ma la cosa che mi ha lasciato ancora più stupefatto, è stata il vedere la data di queste 3 auto sessioni di lavoro: 19 e 20/8/2011.

Mi ha lasciato stupefatto perché sono passati poco meno di 6 anni e mi ero completamente dimenticato degli obiettivi e del lavoro fatto.

 

Come è stato possibile raggiungere quegli obiettivi senza mantenere il focus dell’attenzione cosciente ?

E senza impegno e volontà costante ?

D’altronde siamo cresciuti ascoltando frasi fatte dove si evidenzia che solo con la volontà e l’impegno si raggiungono risultati.

Ce lo dicevano a scuola, in famiglia, durante l’attività sportiva.

Lo dicono e lo confermano oggi nei corsi motivazionali, in quelli di crescita personale e di coaching.

 

Ma allora, come è stato possibile senza mantenere il focus che la barca sia andata da sola nella direzione corretta ?

Chiaramente questa domanda contiene una metafora e quella barca siamo noi.

E’ stato possibile grazie all’integrazione fatta di questi obiettivi a livello subconscio e aver reindirizzato tutte le parti della mia mente, “in convergenza” verso il raggiungimento di quello stato.

Quando il subconscio è convergente con quello che la mente conscia razionale vuole-desidera, tutto avviene con facilità e il minimo di sforzo.

Anche se non ce ne rendiamo conto, andiamo in una certa direzione anche se quell’obiettivo non lo teniamo a mente e non spingiamo tutti i giorni sull’acceleratore, per vederlo realizzato.

E’ questo il senso di rendere conscio e subconscio convergenti, nelle tecniche di kinesiologia emozionale.

 

Ma davvero ci sono delle tecniche di kinesiologia emozionale che permettono di rendere conscio e subconscio convergenti ?

Si, ed è quello che fanno fino dagli anni 70, le tecniche di kinesiologia emozionale.

In vari modi, ma tutte attraverso la consapevolezza di quel che c’è dietro che ostacola, vanno a facilitare lo sblocco di processi rimasti bloccati, per riportare allineamento tra la mente conscia e la mente subconscia, in modo che possiamo sperimentare uno stato di centratura, allineamento e benessere che ci porta ad essere più felici, più gioiosi e più realizzati.