Scommetto che sull’Ernia Iatale, non ti hanno mai detto che quando non è di dimensioni notevoli, può essere riportata in sede attraverso una manovra di manipolazione viscerale !

Non ti preoccupare non me lo avevano detto neanche a me e ne ero all’oscuro, pur avendo una formazione sanitaria.

Se arrivi a leggere fino in fondo all’articolo, scoprirai cosa fare se sei un paziente/cliente o come agire o cosa suggerire alla persona per il massimo risultato è beneficio possibile, se sei un Operatore Olistico.

 

Sai quanti problemi crea questa patologia e come spesso si associa anche ad altre problematiche dello stomaco ?
Hai presente quanti disturbi della digestione, di reflusso gastroesofageo, di acidità notturna, di abbassamenti di voce inaspettati, di sensazioni simili  all’avere qualcosa in gola che non vuole ne salire ne scendere, porta con se una persona che ha l’ernia iatale ?

E lo sapevi che esiste una manovra di manipolazione viscerale, tipo quelle che fanno gli Osteopati, che permette di risolvere la situazione se l’ernia non è di grandi dimensioni e se lo “iato esofageo” sul Diaframma, non si è allargato a dismisura a causa di una compressione cronica causata dallo stomaco erniato.
Probabilmente no.
Sai perché no ?!
Perché non lo sanno neanche la maggior parte degli operatori del settore.

Qualche giorno fa su un blog
Qualche giorno fa leggevo in un blog tutta una serie di risposte di Naturopati e altri Operatori Olistici in risposta ad una domanda di un malcapitato sofferente di ernia iatale.

Tutti si prodigavano nel suggerire “cure naturali” con il limone, con l’Aloe, con i Fiori di Bach, con l’alimentazione macrobiotica, etc etc…ma nessuno che stesse rispondendo con qualcosa che non fosse solo sintomatico.
Per questo ho deciso di scrivere questo articolo.

 

Prima però ti spiego che cos’è e come si presenta perché se comprendi un po di più sulla condizione fisiologica, ti sarà più facile capire il maccanismo di correzione confrontando con quello che si presenta in chi è portatore di Ernia Iatale.

 

CHE COSA È L’ERNIA IATALE

L’Ernia Iatale è uno scivolamento di una piccola o grande parte dello stomaco, nella cavità toracica, attraverso il meato esofageo.
Lo “iato esofageo” è una via di accesso presente sul diaframma attraverso il quale l’esofago, che scorre in cavità toracica, si congiunge allo stomaco che è posto al di sotto del diaframma..

 

Quando dovresti sospettarla ?

 Dovresti sospettare un’Ernia Iatale, quando tu in prima persona hai sintomi come:

  • cattiva digestione;
  • acidità;
  • gonfiore di stomaco;
  • sensazione di qualcosa in gola che rimane nonostante passano i giorni;
  • abbassamenti ripetuti e continui della voce nonostante non si sia preso freddo o non vi siano problematiche alle corde vocali patologiche o da sovrautilizzo della voce.

 

ANATOMIA FISIOLOGICA

Quello che è importante che tu sappia prima di parlare dello stomaco, è che la cavità toracica e quella addominale, sono separate da un muscolo: il Diaframma.

Lo conosciamo come un muscolo molto importante che concorre a farci respirare e permetterci una efficace inspirazione/espirazione.

Infatti quando inspiriamo, lui contraendosi scivola verso il basso e fa si che la cavità toracica si ampli, creando una pressione negativa all’interno.

La pressione negativa all’interno della gabbia toracica fa espandere i polmoni e questo crea una sorta di risucchio dell’aria esterna dche entra passando dalle vie aeree superiori.

Allo stesso tempo, contribuisce a spingere verso il basso e a massaggiare gli organi e visceri addominali,

Il viscere che più ne beneficia è senza dubbio l’intestino crasso, ma anche il Tenue e tutti i vasi linfatici che passano in addome.
Non è un caso che il diaframma è anche definito dalla medicina olistica, la pompa energetica della circolazione linfatica.

E’ quindi un muscolo molto importante e che contribuisce oltre che alla funzione principale di respirazione, anche a favorire l’evacuazione e il transito del materiale fecale attraverso l’intestino.

Per questo motivo una buona respirazione addominale contribuisce a ridurre anche i fenomeni di stitichezza.

 

ANATOMIA DEL DIAFRAMMA

Il diaframma ha 3 fori dai quali l’esofago, la vena cava e l’aorta,  passano dalla cavità toracica a quella addominale e viceversa.

Per quello che interessa a noi, prendiamo in considerazione l’esofago.

Attraverso lo iato esofageo che è un foro sul diaframma dove le fibre si incrociano come formare un anello, contibuendo prendere migliore e più ermetica, la funzione del cardias.

Il cardias è una valvola che separa lo stomaco dall’esofago e che impedisce che il contenuto dello stomaco, non refluisca in esofago con il rischio di essere rigurgitato o vomitato.

Quando per qualche motivo, che vedremo tra qualche minuto, il diaframma non più in equilibrio, non mantiene più il suo tono nervoso entro parametri fisiologici, si verifica quello che dal punto di vista kinesiologico è chiamata ipotonia muscolare.
La dilatazione del forame attraverso il quale l’esofago arriva a congiungersi con lo stomaco non riesce ad aiutare il cardias a svolgere la sua funzione e ad evitare il reflusso.

Oltre a questo, in tutti i casi in cui all’interno dello stomaco c’è una aumentata pressione, vuoi perché la persona mangia troppo, vuoi perché l’associazione dei cibi che mangia crea fermentazione, vuoi perché lo stomaco stesso scarica l’eccesso di pressione con maggiore debolezza,  è comunque facilitato a risalire comprimendo contro il diaframma.

 

Quando il Diaframma è Ipotonico, lo Stomaco trova una via per…

Quando il diaframma è ipotonico, lo stomaco trova una via attraverso la quale passare per risalire in cavità toracica.
A volte risale una piccolissima porzione di stomaco, mentre altre volte può essere anche una grande porzione.
Questo secondo caso, può richiedere un intervento chirurgico correttivo nel quale viene riposizionato e ancorato nella sua fisiologica posizione sottodiaframmatica.

Anche quando questo scivolamento è di dimensioni contenute, crea dei sintomi abbastanza precisi e fastidiosi a cui le persone vanno incontro ripetutamente nell’arco dell’anno, con brevi momenti di pausa.

 

E’ una situazione con cui convivere, non sempre facile

Per poter stare meglio, la persona che ha questa condizione, deve sottoporsi a un continuo sacrificio per controllare la sua alimentazione.
Deve evitare gli eccessi e cercare quanto più possibile di mantenere delle sane abitudini di vita per evitare lo stress emozionale.
Nel periodo di maggior incidenza sintomatologia, settembre e primavera, deve anche stare attenta a molti alimenti che se mangia, la portano a svegliarsi durante la notte con quella fastidiosissima sensazione di acido nella gola.

 

La terapia convenzionale

La terapia classica di tipo medico per questo tipo di disturbo si basa sull’utilizzo di antiacidi tamponanti e antiacidi riducenti la secrezione di acido cloridrico da parte dello stomaco.

Oltre questo è consigliato:

1.Evitare sostanze che aumentano il reflusso dell’acido nell’esofago tra cui

  • alcool
  • caffeina
  • cioccolato
  • nicotina (sigarette)
  • cibi molto grassi
  • menta

2.Consumare pasti meno abbondanti e più frequenti .

3.Non chinarsi in avanti e ridurre gli esercizi per gli addominali

4. Non aumentare la pressione intraddominale dall’esterno indossndo cinture strette in vita e ventriere.

5. Ridurre il sovrappeso.

6. Dormire con 2 cuscini in modo da avere rialzo e non favorire l’incontinenza del cardias stando in posizione orrizzontale

 

Occorre ricordare che i farmaci fanno bene, ma fanno anche male

Anche se qualche medico consiglia di prendere questi farmaci al bisogno, c’è tutto un gruppo medici di vecchio stampo, che consiglia l’uso continuativo dei farmaci antiacidi.

Come sai molto bene in molte occasioni i farmaci sono essenziali ma in altre, sono solo parzialmente utili.

E quando qualcosa è parzialmente utile, non è da scartare l’idea di cercare che cosa è veramente utile in quella situazione.
Ma indipendentemente da questo, non possiamo non ricordare che oltre il loro effetto terapeutico, sul corpo hanno tutta una serie di effetti collaterali e che possono portare effetti secondari che non sono da sottovalutare.

 

 L’ernia iatale non lascia molte vie di fuga…ma una si

Nel modello sanitario classico, quello di cui ho fatto parte per 19 anni, non sono previsti e non vengono presi in considerazione metodi o manovre che derivano da altre discipline e che potrebbero avere un approccio risolutivo o semi risolutivo.

Ora tu ti starai chiedendo che cosa vuol dire approccio risolutivo o semi risolutivo, perché giustamente le cose o si risolvono o si risolvono in parte.

Ho citato entrambi,  perché lo scivolamento di una porzione dello stomaco in cavità toracica determina l’ernia iatale ma questo è possibile solo se alla base c’è una Ipotonia Kinesiologica del Diaframma.


Te lo riscrivo in modo che ti sia chiaro: l’ernia iatale si crea solo se alla base c’è una Ipotonia Kinesiologia del Diaframma.

 

 

Puoi capire molto bene che se avessimo un modo di riequilibrare il Diaframma e di farlo tornare nuovamente Normotonico, le sue fibre muscolari incrociate intorno allo iato esofageo, tornerebbero a mantenere quella funzione di chiusura che si è persa.

 

Se oltre a rendere il Diaframma Tonico si aggiunge anche la manovra viscerale

Se oltre a RIEQUILIBRARE IL DIAFRAMMA,  si associa una manovra stiramento verso il basso dello stomaco, che porta per pochi secondi lo stomaco a ritrovarsi al di sotto dell’apertura dello iato esofageo, quando lo si lascia tornare nella sua normale posizione accade qualcosa che non accadeva prima.

Tornando in posizione, dopo la manovra viscerale e il Diaframma Tonico,  incontra una resistenza che non gli permette di passare e oltrepassare quel forame perché è tornato nella condizione fisiologica di partenza.
Non riesce a risalire di nuovo attraverso lo iato esofageo e di conseguenza non riesce ad erniarsi.
Esattamente come quando il problema non c’era.

 

La Soluzione 

La soluzione la trovi se si riequilibra Kinesiologicamente il Diaframma e successivamente,  nella stessa sessione SE l’operatore è qualificato e capace, si esegue la manovra viscerale sullo stomaco per portarlo completamente in cavità addominale nella sua naturale sede e posizione.

SE l’operatore non è qualificato per farlo, SUGGERISCE al cliente-utente di prenotare una successiva consulenza presso uno specialista di manipolazioni viscerali, come può essere un osteopata,


Tutte le ernie natali ne beneficiano ?

A scanso di equivoci, questo è un effetto che si realizza se l’ernia non è di grande dimensioni e anche, se non sono passati 40 anni durante i quali, lo stomaco ha cercato sempre di più di passare tramite il meato esofageo esercitando un’azione di dilatazione meccanica sullo stesso foro diaframmatico di cui abbiamo parlato più volte sopra.

 

La terapia medica ha solo un approccio sintomatico per gestirla

A parte questo, occorre dire che sull’ernia iatale, dal punto di vista medico classico, al di là di un approccio sintomatico non ci sono armi per combatterla in maniera definitiva.
Escludendo la chirurgia in quei casi in cui l’ernia è di grandi dimensioni e comprime i visceri e gli organi toracici creando gravi complicanze da interessamento del cuore e polmoni, tutto il resto è solo un approccio palliativo e con disturbi con cui la persona deve abituarsi a convivere.

 

 

Se sei una persona che ha l’ernia iatale

Se sei una persona che soffre di questa problematica vorrei che in questo momento, riflettessi un attimo, su quante poche speranze di vero miglioramento hai a disposizione attraverso il percorso classico.
Non mi devi credere per forza.
Vai su Google e digita la parola “soluzione ernia iatale” per vedere cosa esce fuori: sempre le stesse cose che comprendono consigli alimentari, farmaci e vita senza stress.

 

Se sei un Operatore Olistico o del Benessere

Se sei un operatore del Benessere o Olistico, voglio che rifletti su come si sente e su quale senso di impotenza ha un tuo cliente-utente che soffre di questa patologia.

Quale contributo puoi dargli aiutandolo a riequilibrare il Diaframma e successivamente consigliandogli un valido professionista che gli esegue la manovra viscerale ?

 

Nel campo Olistico o della Medicina Non Convenzionale, Kinesiologico, Osteopatico, c’è una possibilità altrimenti persona non avrebbe.

 

 

Non dimenticarti che la procedura si compone di 2 parti
Ricorda e tieni bene a mente che questa possibilità di trattamento, si compone di due parti:

  1. Equilibrare il Diaframma riportandolo in uno stato di normotono
  2. Esecuzione della manovra viscerale per portare lo stomaco in sede.

ENTRIAMO NEL MERITO DEL RIEQUILIBRIO DEL DIAFRAMMA

Non essendo la manovra viscerale ciò che mi compete, mi concentro nel parlarti sulla prima parte che è quella di riequilibrare il diaframma.

Durante la prima consulenza, si verifica attraverso una procedura specifica di Test Muscolare Kinesiologico che il Diaframma sia Ipotonico.

Una volta trovato che è Ipotonico e che non sta assolvendo alla sua fisiologica funzione, si effettuano dei Test per accertarsi su quale livello si trova la SOLUZIONE per riequilibrarlo.
Trovato il livello o i livelli necessari, si mettono in atto le procedure di riequilibrio.

Ci sono casi in cui la persona non va incontro ad un riequilibrio completo e definitivo durante la prima consulenza ma ha necessità di farlo attraverso periodo di assunzione di uno o più integratori alimentari, per facilitare e sostenere delle funzioni deficitarie.

Dopo che in una seconda consulenza o successiva troviamo il Diaframma Riequilibrato e che non reagisce alle manovre di stress per decompensare un equilibrio solo parziale (serve per smascherare un riequilibrio parziale), allora suggerisco alla persona di rivolgersi ad un osteopata o ad altro professionista abilitato e competente nel fare manovre viscerali per effettuare la seconda parte di questo protocollo.

Perché il Diaframma può diventare Ipotonico ?

Adesso quello su cui dobbiamo portare l’attenzione e comprendere è il perché il diaframma può diventare  ipotonico.

Ti anticipo che ci sono diversi meccanismi e diverse motivazioni che derivano tutte dal modo di considerare e di vedere la persona in campo olistico.
La persona è come un sistema biocibernetico nel quale nulla è separato dal resto ma tutto influenza tutto il resto.
Possono esistere motivi strutturali per il quale un Diaframma è ipotonico, motivi chimici e biochimici, motivi emozionale-mentali, motivi energeticispirituali.

 

So che questa ultima cosa potrebbe crearti confusione soprattutto se non sei solita occuparti dell’aspetto spirituale della vita, ma non ti preoccupare perché adesso ti spiego un po’ meglio cosa significa tutto ciò.

Tra i motivi Strutturali

Motivi strutturali di ipotonia del Diaframma, potrebbero esserci cicatrici dovute ad interventi chirurgici (anche se non sono stati fatti e non interessano il Diaframma), oppure anche una alterazione della funzionalità del muscolo Psoas.

 

Tra i motivi Chimici-Biochimici

Dal punto di vista chimico e biochimico, alcune carenze vitaminiche potrebbero incidere sulla sua funzione.

A volte anche l’attività alterata a livello funzionale di qualche organo può incidere sul suo equilibrio.

 

Tra i motivi Emozionali-Mentali

Per quanto riguarda l’attività emozionale-mentale, questo è il livello che più spesso troveremo disequilibrato.
Considera che quando vivi un’emozione negativa improvvisa e di forte intensità, quasi sempre la prima reazione è quella di trattenere il respiro.
Pensa anche solo per un attimo a quando ti danno una cattiva notizia, quando hai una paura improvvisa e inaspettata o quando ti dicono qualcosa che ti lascia sotto shock.

Cosa succede ?
Nel 99% dei casi fai un inspirazione forzata improvvisa e poi blocchi il diaframma per qualche secondo.
Ogni volta che abbiamo delle emozioni intense soprattutto se negative, tendiamo a bloccare il respiro.
Vivendo spesso nella vita quotidiana emozioni stressanti, questo blocco diventa quasi un’abitudine.

 

Anche la dinamica dal punto di vista energetico piega spiega questo meccanismo.

Per fare riferimento ai Chakra per esempio, i muscoli sono associati al 1° Chakra.

Il 1° Chakra a sua volta è il chakra che gestisce la paura e la tematica della sopravvivenza.

Il Diaframma in particolare, è gestito anche dal 3° Chakra.
Questo ha a che fare con la nostra autoimmagine, con l’aspetto sociale, con l’aspetto della vita quotidiana e con tutto quello che è relativo all’entrare dentro di noi in senso emozionale.
Tutte le emozioni che si sviluppano nella persona e che derivano da situazioni che ci “toccano” che stiamo vivendo nell’ambiente esterno, passano per il 3° chakra.
E’ il chakra del nostro potere personale: quando non riusciamo ad essere chi siamo veramente e non riusciamo a poter vivere secondo il nostro volere, il 3° chakra ne fa le spese.

Come vedi ci sono tante tematiche che sono legate alla nostra consapevolezza e al modo in cui affrontiamo le emozioni e la vita in genere, che possono essere somatizzate con una Ipotonia del Diaframma.

 

Per questo motivo, gran parte delle Consulenze di lavoro sul Diaframma trovano risposta positiva con sessioni di Kinesiologia Emozionale RD.
Non ti sto dicendo che alcune rispondano anche ad altre forme di trattamento.
Rispondono ad altre forme di trattamento quando le cause sono quelle strutturali o quelle energetiche o quelle chimiche e biochimiche.
Nella maggior parte dei casi però, il vero problema che ha una Ipotonia Muscolare del Diaframma è di tipo emozionale-mentale.

 

Conclusione

 

Se sei una persona con l’Ernia Iatale
Se sei una persona che ha un ernia iatale e ha costantemente fastidi fisici a causa di questa problematica, non posso non suggerirti di andare da un Kinesiologo, da un Naturopata specializzato in Kinesiologia Applicata oppure da un Osteopata Kinesiologo
che in qualche minuto verifica lo stato di equilibrio/disequilibrio del tuo Diaframma.

Se sei un Operatore Sanitario o del Benessere o di Medicina non Convenzionale

Se sei un Operatore del settore o aspiri a diventarlo e vuoi veramente ad aiutare questo tipo di persone, il mio suggerimento è quello di seguire un Corso di Kinesiologia Applicata che ti permetta di sapere in pochi minuti come eseguire Test Kinesiologico corretto sul Diaframma e quali domande porre alla persona per ottenere la conferma che il suo muscolo non sta reagendo e non sta facendo quello che deve fare.

 

Le alternative ci sono: nella maggior parte dei casi, per beneficiarne, basta un piccolo passo per cercarle.